Isabella Calogero è nata a Roma, vive a Genova e lavora a Milano.

Quando non è al telefono, al volante o al pc, gioca a golf.

Per oltre 20 anni ha giocato per la squadra nazionale femminile, vincendo 12 titoli italiani e il Campionato Internazionale di Spagna.

Ha quindi trasformato la sua passione in lavoro producendo, realizzando e conducendo programmi tv legati al green e pubblicando tre libri di golf.

Da anni è una delle penne di Golf & Turismo nonché ideatrice del primo ed unico blog italiano dedicato al golf: “The Bogey Blonde”.

Il suo gusto ed il suo charme sono leggendari così come lo è la sua spumeggiante personalità.

Desiderare che fosse una delle selezionatissime “Signore del Guanto” era pressoché scontato.

E così è stato.

Il Guanto: per Isabella è stato studiato un esemplare da golf fuori dagli schemi. Realizzato in nappa bianca, in esemplare unico, presenta una lunghezza inusuale, un doppio strap ed un arricciamento al polso che lo rende un guanto da golf reinterpretato in chiave squisitamente glamour.

www.thebogeyblonde.com

IL MIO AMORE PER I GUANTI BIANCHI

Nella smarginatura dei miei ricordi d’infanzia, uno solo mi appare davvero nitido davanti agli occhi, quasi solido nella sua precisione e, per una volta, non ricoperto di quell’alone delicato e sfumato di cui sono fatte le memorie.

È l’immagine di mia nonna che si prepara a varcare la soglia di casa per una serata di gala: in piedi, su quel tappeto rosso che ai miei occhi di bambina pareva infinito come i sogni della mattina, mi appare elegantissima nel suo abito sartoriale da cocktail tempestato di pietre nei colori dell’acquerello, con i capelli cotonati come si usava all’inizio degli anni ’70 e la minaudière d’argento infilata sotto al braccio destro.

Ed è proprio lì, in quel segmento di pelle che va dalla punta delle dita al gomito nudo, che, con un gesto aggraziato ma al contempo avvezzo, la osservo mentre si sistema il primo di due lunghi guanti bianchi.

Quarantacinque anni dopo, quel paio di guanti è ancora qui con me.

E insieme a quello, ne ho conservati molti altri, testimoni di quegli anni spensierati di fanciullezza in cui bastavano minuscoli dettagli preziosi per trasformarmi nella principessa della favola: alcuni sono di raso, altri di pelle, altri ancora con bottoncini maliziosi lungo tutta la lunghezza dell’avambraccio.

Una sola cosa hanno in comune, oltre alla fattura delicata: sono tutti bianchi.

Esattamente come quelli che, da trentacinque anni esatti, indosso quasi ogni giorno per giocare a golf, la mia prima, vera passione, prima che diventasse il mio adorato lavoro.

Se esistesse una sottile linea di congiunzione tra l’Isabella bambina di quella sera e l’Isabella donna matura dell’oggi, probabilmente sarebbe lastricata di centinaia di guanti di pelle bianca: alcuni sono preziosi, altri rovinati e sfiniti dall’allenamento, altri ancora – i miei favoriti – memorie di giornate in cui la buca pareva un cratere e io mi sentivo la regina del mondo.

Da giocatrice di golf, ogni battaglia sul campo l’ho sempre iniziata con un unico gesto inconfondibile e ripetitivo nel tempo: le dita della mano sinistra che s’insinuano esperte nel minuscolo spazio di pelle morbida del guanto bianco e, subito dopo, la chiusura, decisa, dello stesso sul dorso della mano.

Poco importa che quelle battaglie di swing io le abbia vinte o perse; ciò che mi preme oggi, invece, è la speranza di aver avuto in tutti questi anni la stessa eleganza e il medesimo contegno di mia nonna mentre quella sera di quarantacinque anni fa indossava i suoi guanti bianchi da gala.

Isabella

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